Le analisi per margini sono una tra le più semplici metodologie di elaborazione. Esse mettono a confronto gruppi omogenei di valori dello Stato patrimoniale o del Conto economico e sono la premessa logica per ulteriori tipi di analisi.

analisi per margini

L'analisi per margini permette di predisporre solo due ordini di indagini, vale a dire:

  • l'esame istantaneo (poco significativo),
  • l'esame temporale (ossia il confronto di dati di più bilanci riferiti alla stessa azienda).

Tale tipo di analisi può essere effettuata sia sui dati dello Stato patrimoniale sia su quelli del Conto economico attraverso l'analisi dei risultati intermedi e di quelli parziali.

Per predisporre questa analisi, l'analista ha a sua disposizione, oltre che una serie di indicatori quozienti, anche una serie di margini finanziari e in questo senso di parla di analisi per margini.

Questa sezione approfondisce le problematiche relative alle analisi strutturali del bilancio riclassificato. Infatti i dati ricavabili dai bilanci, sia pure riclassificati, non sono particolarmente idonei ad evidenziare la situazione finanziaria e la capacità reddituale di un'impresa.

Le analisi strutturali si prefiggono, pertanto, di ottenere le necessarie comparazioni tra i dati del bilancio stesso per focalizzare la situazione dell'azienda nel quadro spazio-temporale adeguato.

Le analisi strutturali - dette anche analisi statiche - tendono a definire la struttura del patrimonio aziendale e del reddito in un determinato momento. Con le analisi strutturali si possono effettuare le necessarie comparazioni tra i dati del bilancio ed esse sono normalmente di 4 tipi:


  • Analisi per margini
  • Analisi orizzontali
  • Analisi del trend
  • Analisi verticale

Le analisi per margini sono tra le più semplici metodologie di elaborazione. Esse mettono a confronto gruppi omogenei di valori dello Stato patrimoniale o del Conto economico e sono la premessa logica per ulteriori tipi di analisi.

Le analisi per margini hanno l'obiettivo di accertare le relazioni esistenti tra le varie classi di attività e passività (nello Stato patrimoniale) e di costi e ricavi (nel Conto economico) e forniscono:

  • per lo Stato patrimoniale informazioni sulla struttura delle Fonti e degli Impieghi in un determinato istante;
  • per il Conto economico risultati economici parziali.

Le analisi per margini sulla struttura delle Fonti e degli Impieghi, in un dato istante, portano ad evidenziare i seguenti margini:

  • Margine di struttura
  • Capitale circolante netto
  • Margine di tesoreria

Il margine di struttura primario è costituito dalla differenza tra il capitale proveniente dalla compagine sociale e le attività immobilizzate. Se positivo esso segnala una relazione fonti/impieghi ben equilibrata.

margine di struttura primario

Tuttavia un margine di struttura primario positivo si riscontra con molta difficioltà nella pratica aziendale. In tal caso esso segnala la possibilità dell'impresa di realizzare una strategia di sviluppo degli impieghi senza il ricorso a finanziamenti esterni, in quanto si rivela sufficiente il realizzo delle attività correnti (scorte e crediti).

Se confrontiamo la somma del capitale proprio e del passivo consolidato con l'attivo fisso, si ottiene un secondo margine, detto margine di struttura globale o margine di struttura allargato o secondario.

margine di struttura secondario

Se positivo, esso segnala l'esistenza di una soddisfacente correlazione tra le fonti a medio-lungo termine con gli impieghi ugualmente a medio lungo termine, senegativo segnala che gli impieghi a struttura fissa sono finanziati anche con passività correnti a breve termine.

Il margine di struttura secondario, inteso dunque nel suo significato globale, permette di esaminare le modalità di finanziamento dell'attivo immobilizzato ed è costituito, come abbiamo visto, dalla differenza tra il capitale permanente (capitale proprio + Passività consolidate) e l'Attivo immobilizzato.


Obiettivo

Le analisi per margini hanno l’obiettivo di accertare le relazioni esistenti tra le varie classi di attività e passività (nello Stato patrimoniale) e di costi e ricavi (nel Conto economico) e forniscono per lo Stato patrimoniale informazioni sulla struttura delle Fonti e degli Impieghi in un determinato istante, per il Conto economico, invece, le analisi per margini evidenziano risultati economici parziali.

manuale di economia e gestione aziendaleL’analisi per margini viene integrata dagli analisti con altri indici, e i margini considerati vengono correlati con quelli degli anni passati o con quelli standard.
Gianfranco Balestri - Manuale di economia e gestione aziendale - Hoepli

Come osserva Letizia Ubbiali, nel suo corso di analisi di bilancio, l'analisi per margini ha dei pregi, ossia:

  • è di facile applicazione;
  • è di impatto immediato,

ma presenta anche alcuni difetti, ossia, l'analisi per margini è:

  • un'analisi statica;
  • un esame istantaneo;
  • e consente un esame temporale per una sola azienda.

Imerio Facchinetti scrive che

" L'analisi per margini spesso viene anche definita strutturale, perché si limita sovente alla ricerca degli aspetti statici dell'azienda. Essa può essere fatta sui dati dello Stato patrimoniale e su quelli del Conto economico."

G. Balestri scrive che

"I margini si ottengono mettendo a confronto (attraverso somme algebriche) gruppi omogenei di valori dello Stato patrimoniale o del Conto economico. Questa semplicità nell'elaborazione dei dati consente all'analista che esamina un bilancio un'immediata percezione della situazione strutturale e finanziaria dell'impresa. I margini sono la premessa logica per gli altri tipi di analisi."

A. Cascio scrive che

"l'economia aziendale insegna che poer l'esistenza di un equilibrio finanziario della gestione, è necessario che fra impieghi e fonti esistano correlazioni logiche, nel senso che il tempo di scadenza delle fonti deve essere sincronizzato col tempo di recupero degli impieghi".

Nella realtà aziendale, tuttavia, questo sincronismo non si attua sempre in modo preciso e puntuale, ma l'imprenditore dovrebbe sempre ricordare che, fondamentalmente:

  • gli impieghi in beni immobilizzati dovrebbero essere finanziati con il capitale proprio o al massimo con tutto il passivo consolidato;
  • gli impieghi in beni disponibili, che vanno a costituire il capitale circolante, dovrebbero trovare la loro copertura con le fonti di breve termine.

Se questo non avviene o avviene irregolarmente, tra gli aggregati delle opposte sessioni dello Stato patrimoniale nascono alcune differenze, che nel linguaggio finanziario, sono denominate "margini".

Dopo aver predisposto la riclassificazione, in base al criterio di liquidità/esigibilità, dello Stato patrimoniale di un'impresa, è possibile effettuare una prima elaborazione dei dati per una valutazione delle condizioni dell' equilibrio economico-finanziario dell'impresa stessa. Sta di fatto che tra le Attività e le Passività di uno Stato patrimoniale riclassificato, emerge come determinate voci di impieghi siano finanziate da specifiche fonti di finanziamento e quindi l'analista può procedere al loro confronto e può capire le ragioni delle condizioni di equilibrio o di squilibrio, che ne derivano.

L'analisi per margini è un'analisi statica basata sullo Stato patrimoniale riclassificato che confronta i raggruppamenti di voci dell' attivo e del passivo e come scrivono Tieghi e Gigli essa si prefigge lo scopo di indagare "le modalità di copertura degli investimenti e di rimborsabilità dei finanziamenti", in modo che l'analista possa valutare le condizioni strutturali dell'azienda, in modo particolare quelle a breve termine che andranno ad incidere sull'attitudine dell'impresa a rispettare il proprio livello di solvibilità.

L'analisi per margini è una tecnica che permette di evidenziare i seguenti margini per avere informazioni sulla struttura delle fonti e degli impieghi in un determinato istante del tempo e nel corso di un ben determinato intervallo di tempo (3, 4 o 5 esercizi). Di essi esamineremo le seguenti specie:

  • Capitale circolante Netto (CCN)
  • Capitale circolante operativo netto (CCON)
  • Capitale circolante commerciale netto (CCCN)
  • Margine di tesoreria
  • Margine di liquidità netta
  • Margine di struttura

nonché altri indicatori che assumono un ruolo importante per completare il giudizio dell'analista sulla situazione statica dello stato patrimoniale di un'azienda nell'arco di un determinato periodo di tempo, quali ad esempio:

  • Capitale investito netto (CIN)
  • Posizione finanziaria netta (PFN).

L’analisi della correttezza del rapporto tra FONTI e IMPIEGHI viene dunque effettuata attraverso l'analisi dei MARGINI FINANZIARI.

L'analisi per margini consente di predisporre due ordini di indagini:

  • l'esame immediato (poco significativo);
  • l'esame temporale (ossia quando si procede al confronto dei dati di più bilanci riferiti alla stessa azienda).

L'analisi per margini nel primo caso è un'analisi statica, ma utilizzando il confronto riferito a più esercizi, permette di effettuare un'analisi di tipo dinamico.

Bibliografia

Gianfranco Balestri
Manuale di Economia e Gestione aziendale
Hoepli

Imerio Facchinetti
Analisi di bilancio
Il Sole24ore

A. Cascio
Analisi del bilancio con il computer
Il Sole 24 ore Pirola SpA 1995

M. Tieghi - S. Gigli
Gli strumenti per le analisi del bilancio di esercizio
Società editrice Il Mulino - Bologna

Letizia Ubbiali
Corso di analisi di bilancio
Università degli Studi di Pavia Facoltà di Economia




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