I temi di economia aziendale proposti in sede di esame negli ultimi anni sono stati profondamente innovativi rispetto a quelli di qualche anno fa e una caratteristica è data dalla richiesta di redigere, con dati opportunatamente scelti, gli schemi contabili di esercizio.

La predisposizione di un bilancio d'esercizio con dati a scelta richiede allo studente un coerente impiego delle proprie coonoscenze contabili e giuridiche e una certa abitudine alla costruzione di esempi numerici, mentre può rimanere un esercizio sterile se lo stesso studente si limitasse a seguire rigidamente determinate quote e ricordare a memoria una serie di percentuali da applicare in modo meccanico.

Nella preparazione di un bilancio con dati a scelta occorre per prima cosa stabilire i rapporti di composizione degli impieghi e delle fonti di finanziamento, rapporti che mutano a seconda dell'attività svolta dall'impresa e della situazione di quilibrio o di squilibrio finanziario in cui essa si trova.

A titolo di esempio la quota delle immobilizzazioni è solitamente più elevata in un'impresa industriale che in un'impresa commerciale.

In un'azienda sana e strutturalmente equilibrata, i debiti non devono superare di molto il valore del capitale proprio, mentre un'azienda che si trova in una situazione di squilibrio, ci troveremo di fronte a "mezzi propri" ridotti al minimo o addirittura una situazione di deficit patrimoniale.


Bilancio con dati a scelta di un'impresa con struttura finanziaria equilibrata

Il primo e fondamentale problema che lo studente deve porsi nella predisposizione di un bilancio con dati a scelta è quello di ipotizzare una coerente struttura patrimoniale tenendo ben presenti le indicazioni e i vincoli posti dalla traccia del tema da elaborare.

Così, ad esempio, se dovessimo costruire una struttura patrimoniale-finanziaria ottimale di un'impresa industriale, con margine di struttura, capitale circolante netto e margine di tesoreria tutti positivi, gli indici di composizione potrebbero essere quelli dello schema che segue.

Stato patrimoniale sintetico a valori percentuali
Immobilizzazioni nette 60% Patrimonio netto 55%
Attivo circolante:
• Rimanenze 18%
•Liquidità differite 19%
•Liquidità immediate 3%
40% Passività consolidate 25%
Passività a breve termine 20%
TOTALE ATTIVO 100% TOTALE PASSIVO 100%

Stato patrimoniale con dati a scelta

Prima di predisporre lo Stato patrimoniale con dati a scelta occorre conoscere il significato degli elementi più frequentemente proposti nella traccia del tema.


Capitale permanente

Il capitale permanente è costituito dalla somma del capitale proprio e delle passività consolidate.


Margine di struttura primario

Il margine di struttura primario è costituito dalla differenza tra il patrimonio netto e le immobilizazioni, tale importo deve essere necessariamente positivo, altrimenti parte delle immobilizzazioni sono finanziate con le passività a breve scadenza.


Margine di struttura secondario

Il margine di struttura secondario è costituito dalla differenza tra l'attivo circolante e le passività a breve scadenza, tale importo indica la capacità dell'azienda di far fronte ai debiti a breve scadenza con le sue liquidità (differite e immediate), comprese le rimanenze di magazzino.


Capitale circolante netto

Il capitale circolante netto è costituito dalla differenza tra l'attivo circolante e le passività a breve scadenza, tale importo indica la capacità dell'azienda di far fronte ai debiti a breve scadenza con le sue liquidità (differite e immediate), comprese le rimanenze di magazzino.


Margine di tesoreria

Il margine di tesoreria è costituito dalla differenza tra le disponibilità (liquide e finanziarie) e le passività a breve scadenza, tale importo indica la capacità dell'azienda di far fronte ai debiti a breve scadenza con le sue liquidità e gli impieghi liquidabili a breve scadenza, senza considerare le rimanenze di magazzino.


Leverage

Il leverage è costituito dal rapporto tra il totale degli impieghi e il capitale proprio ed esprime la misura della partecipazione dei mezzi propri al finanziamento degli impieghi. Un valore superiore a 2 indica una prevalenza del capitale di terzi, un valore inferiore a 2 indica la prevalenza del capitale proprio.


ROI

Il ROI (Return on investment) o tasso di rendimento del capitale invstito, è costituito dal rapporto tra il reddito operativo e le attività nette ed esprime il tasso di rendimento degli impieghi senza considerare le gestioni finanziaria, straordinaria e tributaria.

In conclusione la predisposizione di un bilancio con dati a scelta può sicuramente turbare generazione di studenti che di solito svolgono in classe esercitazioni strutturate.

Per questo motivo abbiamo predisposto corsi online per imparare o consolidare la propria conoscenza su come si costruisce un bilancio con dati a scelta.